Dacriocistorinostomia

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Chirurgia delle vie lacrimali

Chirurgia delle vie lacrimali: ripristino del normale deflusso delle lacrime e riduzione dei sintomi

La lacrimazione persistente è un disturbo che può sembrare banale, ma chi ne soffre sa quanto incida sulla vita di ogni giorno: occhi costantemente umidi, fastidio visivo, irritazione della cute perioculare e, nei casi più avanzati, infezioni ricorrenti del sacco lacrimale. Quando il disturbo dipende da un’ostruzione stabile delle vie di deflusso, i trattamenti conservativi possono risultare insufficienti e può essere indicato un intervento mirato.

Come otorinolaringoiatra mi occupo della chirurgia delle vie lacrimali per trattare le ostruzioni del dotto nasolacrimale quando le terapie conservative non sono più sufficienti. L’obiettivo è ristabilire un drenaggio efficace delle lacrime verso la cavità nasale. Il percorso terapeutico viene sempre definito dopo un’attenta valutazione congiunta con l’oculista di riferimento, per individuare con precisione la sede e l’estensione del blocco.

Epifora e ostruzione delle vie lacrimali: perché l’occhio lacrima

La lacrimazione eccessiva dell’occhio, definita in ambito medico epifora, è un disturbo molto frequente. Chi ne soffre convive con occhi costantemente umidi, visione offuscata, fastidio oculare ricorrente e, nei casi più seri, congiuntiviti e irritazioni che tendono a ripresentarsi nel tempo. Nella maggior parte dei casi il problema non dipende da una produzione eccessiva di lacrime, quanto piuttosto da un’ostruzione delle vie lacrimali che impedisce il normale drenaggio verso la cavità nasale.

Come funziona il sistema lacrimale

In condizioni fisiologiche le lacrime vengono drenate attraverso un percorso ben definito: dai puntini lacrimali passano nei canalini lacrimali, raggiungono il sacco lacrimale e infine scendono nel dotto nasolacrimale, che le convoglia nella cavità nasale. Quando uno o più tratti di questo sistema si restringono o si chiudono completamente, le lacrime ristagnano sulla superficie dell’occhio provocando epifora, infezioni ricorrenti e infiammazione cronica del sacco lacrimale.

Le cause più frequenti di ostruzione comprendono la stenosi del dotto nasolacrimale, la dacriocistite cronica, le infiammazioni recidivanti, i traumi del massiccio facciale, le forme congenite e gli esiti cicatriziali di interventi precedenti.

Dacriocistite: cos’è e come si manifesta

La dacriocistite è un’infiammazione del sacco lacrimale che si sviluppa come conseguenza diretta dell’ostruzione delle vie di deflusso. Nella fase acuta il paziente può avvertire gonfiore e dolore nella zona compresa tra l’angolo interno dell’occhio e il naso, arrossamento cutaneo e fuoriuscita di secrezione purulenta alla pressione. Nelle forme croniche la sintomatologia è più sfumata e si manifesta soprattutto con un occhio costantemente umido, fastidio visivo persistente e congiuntiviti che tendono a ripresentarsi a distanza di poche settimane.

Tecniche di intervento

Le procedure che utilizzo per la chirurgia delle vie lacrimali sono tre, ciascuna con caratteristiche specifiche. La scelta dipende dalla sede e dall’entità dell’ostruzione, dalla conformazione anatomica del paziente e dalla sua storia clinica. Tutte le tecniche descritte evitano incisioni cutanee esterne e cicatrici visibili sul volto. Nella DCR endoscopica classica e nella DCR laser per via endoscopica l’accesso avviene attraverso il naso; nella tecnica transcanalicolare con laser a diodi, invece, la fibra laser viene introdotta attraverso i canalicoli lacrimali, con controllo endoscopico nasale.

DCR Endoscopica classica delle vie lacrimali

Nella dacriocistorinostomia endoscopica classica raggiungo il sacco lacrimale passando attraverso il naso, sotto guida endoscopica diretta. Creo un’apertura che mette in comunicazione il sacco lacrimale con la cavità nasale, ristabilendo il passaggio naturale delle lacrime. Al termine della procedura verifico in tempo reale che il flusso lacrimale sia regolare.

L’assenza di incisioni cutanee esterne elimina il rischio di cicatrici visibili e consente un decorso post-operatorio rapido. Questa tecnica, realizzata con strumenti microchirurgici standard, rappresenta la procedura di riferimento consolidata per molte ostruzioni e garantisce un’elevata percentuale di successo.

Dacriocistorinostomia laser per via endoscopica.

In questa variante il laser viene utilizzato per creare o rifinire il nuovo passaggio tra sacco lacrimale e cavità nasale, riducendo il trauma sui tessuti in casi selezionati. L’energia laser permette un taglio estremamente preciso, con minore sanguinamento e un trauma tissutale ridotto rispetto alla tecnica classica.

Questa opzione è particolarmente indicata quando si desidera un recupero ancora più rapido e una riduzione delle complicanze locali. Il laser viene impiegato durante l’accesso endoscopico nasale, mantenendo tutti i vantaggi dell’approccio senza incisioni esterne.

DCR: Tecnica Transcanalicolare con Laser a Diodi

Si tratta della procedura più mini-invasiva tra quelle disponibili. La eseguo utilizzando sonde con fibre ottiche sottili, circa 400 micron di diametro, e sistemi endoscopici ad alta definizione. Il laser a diodi consente, in un’unica azione, di tagliare e coagulare contemporaneamente, riducendo al minimo il sanguinamento.

In base alle caratteristiche del caso posso posizionare uno stent lacrimale, che verrà rimosso in una fase successiva. Il vantaggio principale di questa tecnica è la possibilità, in casi selezionati, di evitare l’anestesia generale, rendendo il decorso post-operatorio meno doloroso e ancora più rapido.

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Valutazione e Percorso di Cura

La scelta della tecnica chirurgica più adatta viene definita anche in collaborazione con l’oculista, tenendo conto della sede e dell’estensione dell’ostruzione, oltre che della storia clinica complessiva del paziente. Ogni percorso parte da una diagnosi accurata.

La valutazione iniziale avviene nel mio studio di Pescara, dove eseguo la visita specialistica completa, l’esplorazione endoscopica delle fosse nasali, il sondaggio e l’irrigazione delle vie lacrimali per verificare la pervietà del sistema di deflusso. Quando necessario, integro il quadro diagnostico con esami radiologici mirati come la dacrio-TC, che permette di localizzare con precisione la sede e l’estensione dell’ostruzione.

Se le terapie conservative non risultano sufficienti e l’indicazione chirurgica viene confermata, seguo personalmente il paziente nella fase ospedaliera. Gli interventi vengono eseguiti presso gli Ospedali di Penne e Popoli, dove dirigo l’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria, in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale. Questo garantisce continuità di cura dallo studio all’ospedale e contribuisce anche a velocizzare le tempistiche di intervento.

Follow-up e Recupero

La durata dell’intervento è generalmente contenuta, intorno ai 20–30 minuti, con possibili variazioni in presenza di anomalie anatomiche intranasali. Nella maggior parte dei casi la tecnica mini-invasiva consente di operare al mattino e dimettere il paziente in giornata.

Non sono previste incisioni esterne: non ci saranno tagli né punti di sutura visibili sul viso. Questo aspetto, particolarmente apprezzato dai pazienti, contribuisce a un recupero più sereno e privo di preoccupazioni estetiche.

Il mio supporto non si conclude con l’intervento. Programmo controlli endoscopici post-operatori regolari per monitorare la guarigione, verificare la pervietà del nuovo passaggio lacrimale e ottimizzare il risultato nel tempo.

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Tecniche mini-invasive per ripristinare il corretto drenaggio lacrimale

L’esperienza maturata in oltre dieci anni di attività chirurgica sulle vie lacrimali, con più di 250 interventi eseguiti, mi consente oggi di affrontare con sicurezza anche i casi più complessi, compresi quelli in cui precedenti procedure non hanno dato i risultati attesi.

La collaborazione costante e proficua con gli specialisti oculisti è un elemento centrale del mio approccio: lavorare in sinergia permette di definire con precisione la strategia operatoria più adeguata e di garantire al paziente un percorso completo e coordinato. Ogni intervento viene pianificato con cura, privilegiando sempre la tecnica meno invasiva in grado di offrire il miglior risultato funzionale, con il massimo comfort per il paziente e la minima interferenza con la vita quotidiana.

Chi sono

Sono il Dott. Francesco Berni Canani, Specialista in Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale. Svolgo la mia attività professionale tra Pescara e Napoli, ricevendo privatamente in entrambe le sedi. In ambito ospedaliero dirigo l’Unità ORL degli Ospedali di Penne e Popoli, dove eseguo personalmente gli interventi chirurgici in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale. Dal primo consulto al follow-up, il paziente ha un unico medico di riferimento: ciò garantisce continuità, coerenza e la massima fiducia in ogni fase del percorso di cura.

Domande frequenti (FAQ) sulla chirurgia delle vie lacrimali

Quanto dura un intervento per la dacriocistite?

La procedura ha una durata media di circa 20–30 minuti. I tempi possono allungarsi leggermente in presenza di varianti anatomiche intranasali che richiedono un lavoro chirurgico aggiuntivo. In ogni caso si tratta di un intervento rapido, che nella maggior parte delle situazioni permette al paziente di tornare a casa il giorno stesso.

Quale è l’intervento per la stenosi del dotto lacrimale?

L’intervento di riferimento è la dacriocistorinostomia (DCR), una procedura che crea una nuova comunicazione tra il sacco lacrimale e la cavità nasale, bypassando il tratto ostruito. Esistono diverse varianti tecniche (endoscopica classica, laser endoscopica e transcanalicolare con laser a diodi) e la scelta viene fatta in base alle caratteristiche specifiche di ciascun paziente.

Quanto costa un intervento di dacriocistorinostomia?

In qualità di Responsabile dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria degli Ospedali di Penne e Popoli, eseguo gli interventi chirurgici in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale. Questo significa che l’intervento può essere effettuato senza costi aggiuntivi per il paziente, fatta salva l’eventuale compartecipazione prevista dalla normativa vigente.

Ci saranno cicatrici visibili?

No. Le tecniche che utilizzo prevedono esclusivamente un accesso dall’interno del naso: non vengono praticati tagli sulla cute del viso né applicati punti di sutura esterni. Il risultato è un intervento completamente privo di esiti cicatriziali visibili nella zona dell’occhio e del naso.

Dovrò rimanere ricoverato molti giorni in ospedale?

No, nella grande maggioranza dei casi il ricovero è brevissimo. Grazie all’approccio mini-invasivo, i pazienti vengono generalmente operati al mattino e dimessi in serata. Si tratta di un aspetto fondamentale per contenere il disagio e permettere un rientro rapido alla propria routine quotidiana.

Cos’è l’epifora e perché l’occhio lacrima in continuazione?
L’epifora è la lacrimazione eccessiva e persistente dell’occhio. Nella maggior parte dei casi non è causata da una sovrapproduzione di lacrime, ma da un’ostruzione delle vie lacrimali che impedisce il normale drenaggio verso il naso. Il ristagno delle lacrime può provocare irritazione, visione offuscata e infezioni ricorrenti. La valutazione specialistica ORL consente di individuare la sede del blocco e di definire il trattamento più adeguato.
La dacriocistite è pericolosa?
La dacriocistite è un’infiammazione del sacco lacrimale legata all’ostruzione delle vie di deflusso. Nella forma acuta può manifestarsi con gonfiore, dolore, arrossamento e secrezione purulenta vicino all’occhio. Se trascurata o trattata solo con terapia medica, tende a recidivare e a cronicizzarsi. La dacriocistorinostomia endoscopica rappresenta la soluzione definitiva, perché elimina la causa dell’ostruzione ripristinando il passaggio delle lacrime verso il naso.
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Dr. Francesco Berni Canani

Dr Francesco Berni Canani

Otorinolaringoiatra
e Chirurgo Cervico-Facciale

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